Convegno Diocesano delle Caritas

Mercoledì 24 gennaio alle ore 16 si svolgerà il Convegno annuale delle Caritas parrocchiali della Diocesi di Caltanissetta, nel salone del Museo Diocesano del Seminario.

Si tratta del momento più importante del percorso di formazione permanente che durante l’anno si svolge nelle 50 parrocchie che ospitano i gruppi Caritas, animati da centinaia di volontari che si occupano quotidianamente di fronteggiare i disagi sociali, le antiche e nuove povertà, attivando con passione solidale una miriade di iniziative di sostegno alle fragilità personali e familiari del territorio che vive intorno alle parrocchie.

Dopo l’introduzione di Giuseppe Paruzzo, nuovo Direttore della Caritas diocesana e dell’ufficio Diocesano della Pastorale Sociale e del Lavoro, il Vescovo Mons, Mario Russotto terrà una Lectio biblica sul tema “Giuda e Maria di Betania. Calcolo o carità fino allo spreco?”, focalizzando l’attenzione sull’icona evangelica che è al centro della sua Lettera Pastorale 2017/18 “Profumo d’amore…dall’unzione alla missione”, testo base dell’attuazione annuale degli Orientamenti Pastorali 2014/2020.

La Lettera Pastorale diventa così la guida per la formazione spirituale delle equipes delle Caritas parrocchiali, per approfondire i temi sociali dell’impegno del laicato nell’orizzonte della carità intesa anche come categoria teologica, radicata nella Sacra Scrittura, cornice di senso della nostra contemporaneità.

Dopo la Lectio del Vescovo don Marco Paternò, assistente spirituale della Caritas Diocesana, proporrà ai volontari alcune piste di riflessione sulle esperienze legate alle attività svolte, sui progetti in itinere e sulle prospettive di potenziamento dell’intervento solidale della Chiesa nel territorio, dando loro la possibilità di confrontarsi con le diverse realtà e di condividere problematiche e sperimentazioni in un campo particolarmente importante, in cui si rende leggibile la capacità della Chiesa di testimoniare coerenza ed esemplarità di intervento, misurandosi con i disagi delle periferie esistenziali e con la propria capacità di offrire risposte di promozione della dignità e dei diritti umani che superino l’assistenzialismo tradizionale.