900 Scout a Caltanissetta per costruire gesti di pace

Il centro storico nisseno domenica mattina accoglierà la festa degli Scout che celebrano il Thinking Day, la Giornata del Pensiero. Gli scout di tutto il mondo in questo giorno ricordano solennemente il loro fondatore, lord Robert Baden Powell e sua moglie Olave, e dedicando un giorno di animazione e di riflessione al tema dell’Impact, l’impatto che è possibile costruire nei territori con gesti di pace che si possono vivere e comunicare, rispondendo all’appello di Papa Francesco.

900 Scout Agesci di tutte le età, provenienti dalle Diocesi di Caltanissetta e Piazza Armerina, insieme alle loro Guide, si incontreranno in piazza Garibaldi a partire dalle 9.00 per dare vita ai cantieri di pace, piantando simbolicamente le proprie tende nell’area della grande piazza, e animando la riflessione sui gesti di pace che segnano la nostra vita nelle relazioni con il nostro prossimo, con i migranti che approdano in Sicilia dalle periferie più tormentate del mondo, su come la cultura della pace può essere interiorizzata e trasformare il nostro modo di pensare e di agire nella quotidianità, con azioni concrete, che vadano a disinnescare il clima di paura e di diffidenza che rischia di intossicare le nostre comunità.

La Cattedrale di Caltanissetta accoglierà alle 12.00 la celebrazione eucaristica, presieduta dal Vicario Generale Mons. Giuseppe La Placa, mentre le attività si concluderanno alle 16 con l’ammaina bandiera dopo il rinnovo delle promesse, come da tradizione.

La presenza degli Scout nella nostra realtà sociale rimane un punto di riferimento forte per le dinamiche formative che si propongono alle giovani generazioni, una occasione preziosa per maturare la consapevolezza di valori fondativi della comunità sociale eticamente orientata, per costruire anche un rapporto positivo e responsabile con l’ambiente naturale e tra le diverse generazioni.

In queste ultime settimane il tema della pace si impone con drammatica attualità, di fronte alla tragedia della Siria, che sta flagellando proprio i bambini e i soggetti più indifesi, all’inasprirsi di una spirale di violenza diffusa e di corsa al riarmo, così come nei confronti di tante guerre dimenticate dai riflettori dei mass media, rispetto alle quali nessuno può sentirsi indifferente o estraneo.