Missione Giovani al Liceo Classico "R. Settimo"

Il 25 Ottobre la Missione Giovani si è svolta presso il Liceo Classico "R.Settimo".

Oggi, 25 ottobre 2018, si respirava nei corridoi del primo piano un’aria diversa, un’attesa particolare di un evento particolare. Alle 9 i ragazzi delle prime classi dei tre indirizzi del Liceo si recano in Aula Magna, dopo le 11 i loro compagni di seconda: il Vescovo ad accoglierli, accompagnato dai giovani della Missione. L’incontro si apre con un canto e la danza dei giovani, tra i quali alcuni studenti del Liceo.
Il Vescovo esprime il desiderio di guardare i ragazzi negli occhi, di incontrare i loro volti, li invita a prendere in mano le redini della propria vita, così un giorno potranno prendere le redini del mondo.
Parla di cristianesimo come del movimento più ribelle della storia del mondo, una rivoluzione non violenta che mette al centro l’amore vero che dà dignità vera alla persona.
All’invito ad intervenire i ragazzi iniziano le domande sulla morte e sulla paura di perdere tutto con essa, sulla malinconia e sull’ansia che attanaglia i giovani d’oggi, sulla loro disistima, sul volersi fare del male maltrattando il corpo, e su cos’è la felicità e su come si può essere felici.
Arriva pure una richiesta: “Padre Vescovo, passa più tempo con noi per farci comprendere meglio ciò che è fondamentale e ciò che è futile per la nostra vita?”.
Si pensava che fosso solo il Vescovo a rispondere, e invece prendono la parola: Lucia, 27 anni, sposata da 6 anni con Ciro, ballerini professionisti del gruppo che accompagna il Vescovo. Il suo profondo terrore, la morte, il lutto superato imparando a vivere appieno ogni giorno il proprio presente, vivere il proprio sogno di vita e non quei falsi sogni imposti dagli altri.
Fra’ Fabrizio, frate della Copiosa Redenzione, congregazione che si occupa dei tossicodipendenti, invita alla gioia, alla vita piena, all’impegno: “Guardate dentro voi stessi: potete trasformare il mondo. Non lasciatevi rubare la speranza!” Fra’ Fabrizio si sentiva incapace in tutto, solo una persona credeva in lui: suo nonno. Ma quando gli muore si sente solo, non ha più la forza di portare a termine gli impegni presi. L’incontro con Cristo gli dà la gioia e la forza di credere in se stesso.
Il Vescovo, rispondendo alla domanda sulla morte, racconta di un uomo, costretto a letto, immobile, da una grave malattia, desideroso di morire per liberare la moglie da se stesso. Dopo l’incontro col Vescovo comprende che la morte sarebbe stata una scelta egoistica. Si aggrava e vuole staccare la spina e lui gli ricorda le parole della promessa il giorno del matrimonio alla moglie e lo lascia libero di scegliere. Lui non stacca la spina. Morirà pochi giorni dopo scrivendo “Ti amo, nelle lacrime ho scoperto l’amore”
Giuseppe, impegnato nella Caritas, risponde alla domanda sulla felicità, che consiste nel rendere felici gli altri. La via per essere felici è amare e donarsi agli altri.
Il Vescovo racconta la storia di una ragazza di 17 anni che si tagliava il braccio perché soffriva. Abusata da piccola, reagiva conquistando uomini sposati e per ognuno un anellino all’orecchio o al naso. Dopo l’incontro col nostro Vescovo si sente capita e giorno dopo giorno inizia a togliere quegli orecchini. Adesso è sposata e ha due bambini. Adesso ha tre uomini, non da possedere ma da amare.
Lorella, operatrice Caritas, risponde a una domanda sui social e parla di una missione di solidarietà in Albania, dove i telefonini non funzionavano e i ragazzi non avevano la connessione, ma non hanno vissuto con disagio il mancato collegamento, perché stavano vivendo un altro collegamento, più importante: con se stessi, con il servizio, con gli altri. Lo sguardo diretto, la mano sulla spalla nessun social lo può dare.
E Lori racconta di un ragazzo difficile che diceva di avere 4000 amici, ma solo su Facebook, e solo dopo avere fatto amicizia con quattro ragazzi come lui sentiva di non essere più solo come quando era solo virtuale sui social.
Il valore del tempo della propria vita, dono unico, irripetibile, è stato l’ultimo pensiero che il Vescovo ha regalato ai ragazzi: “Non abbiamo molto tempo, e allora io devo dare tutto quello che posso oggi, senza rimandare, e ricominciare domani ancora e ancora”.
Al termine dell’incontro, l’invito alla festa per tutti i ragazzi: domenica 2 dicembre nel grande Auditorium del Seminario, nella piazzetta dedicata a San Giovanni Paolo II.

Prof. Enza Sorce
Docente di Religione del Liceo “R. Settimo”