Missione Giovani “Rapisardi-Da Vinci” e Liceo Classico Paritario “P. Mignosi”

Il 26 Ottobre la Missione Giovani si è svolta presso“Rapisardi-Da Vinci”e il Liceo Classico Paritario “P. Mignosi”.

Gli studenti dell’ITET “Rapisardi-Da Vinci”e del Liceo Classico Paritario “P. Mignosi” hanno incontrato il Vescovo Mons. Mario Russotto per la Missione Giovani, percorso intenso di dialogo-confronto con gli studenti di tutte le scuole superiori della diocesi.
Domande a tutto campo, ad alcune delle quali hanno risposto i giovani missionari che stanno accompagnando il Vescovo, ad altre Mons. Russotto, sollecitato in prima persona, ha risposto raccontando la sua esperienza. Come per la domanda strettamente personale, su quali fossero state, al tempo in cui era adolescente, i suoi sogni e le sue aspirazioni.
Un tema quello dei “sogni” che ha visto i giovani particolarmente coinvolti nel dibattito. Il Vescovo ha raccontato della sua infanzia, di quando, cresciuto in un quartiere spiccatamente “anticlericale” della sua città (Vittoria – N.d.R.), fin da ragazzino indossava i panni di chierichetto accompagnando il proprio parroco in diverse occasioni; in particolare nel fare la carità ai bisognosi, a volte facendosi largo a stento contro il pregiudizio e le incomprensioni dei compaesani. Sentito in maniera sempre più decisa il desiderio di diventare un “uomo di Dio”, anche grazie all’esempio e alla testimonianza di quel sacerdote che aveva saputo trasmettergli in maniera autentica il suo sapere “farsi dono”, il suo essere appunto un “uomo di Dio”.
Mons. Mario ha poi raccontato del suo ingresso in seminario contro la volontà dei propri genitori, i quali gli garantirono “solo la biancheria”, ma soprattutto non ha nascosto quante volte in seguito, nel suo percorso di formazione e di studi è stato provvidenzialmente aiutato anche materialmente da anime generose che il Signore ha posto sul suo cammino, tanto che il proprio “sogno” potesse essere realizzato.
Alla seconda tornata di domande, la riflessione si è incentrata sulla “speranza”, una delle tre parole che il vescovo ha consegnato a tutti i giovani nel messaggio che ha loro dedicato all’inizio della missione (le altre due “sguardo” e “sogno”). Qualcuno infatti ha espresso scetticismo, rispetto ad un presente segnato da una speranza a volte frivola, o che rischia di venire meno nei momenti di grande prova o difficoltà, quando vacillano anche le più elementari certezze.
Molto toccante la testimonianza di don Luigi Biancheri, docente di Religione presso il “Rapisardi”, oltre che giovane sacerdote della nostra Diocesi, quando ha raccontato del momento di grande prova ed anche di crisi, che si è trovato a fronteggiare proprio durante gli studi in seminario, a causa di una disgrazia in cui perse la vita suo papà. In una situazione tanto difficile, solo una lettura all’insegna di una grande fede, può guidare il proprio cammino senza perdere la speranza. Per don Luigi, questa “morte” pure così improvvisa e lacerante, è stata motivo di una rinascita, di una luce oltre il buio di cui la sua esistenza in quel momento era contornata.
E così, ogni fatto della nostra vita quotidiana, ogni giorno è costellato da momenti continui come di morte, in cui ci viene chiesto di morire a noi stessi, spesso nel nostro egoismo o negli atteggiamenti di chiusura e ripiegamento, per ogni volta rinascere e fare germogliare una parte migliore di noi stessi, rinnovata pure dopo una profonda crisi subita … Ogni crisi è opportunità di una crescita interiore se vissuta proprio all’insegna della speranza …
Prof. GIORGIO GAROFALO
Liceo Classico Paritario P. Mignosi