
La sua azione pastorale fu determinante ed incisiva perché mirò alla formazione di un clero zelante e aperto alle innovazioni pastorali. Fondò a tal fine l'Accademia di San Tommaso d’Aquino, che incrementava lo studio della teologia tomistica e che ebbe un ruolo determinante per la formazione dei presbiteri nisseni.
Mons. Guttadauro partecipò ai lavori del Concilio Vaticano I, che fu importante per la definizione dogmatica dell'infallibilltà del Papa.
Tra le altre azioni pastorali di mons. Guttadauro vanno ricordate l’introduzione di tante forme di pietà popolare, come il mese di maggio, il mese di ottobre e la pietà eucaristica. In seguito alla promulgazione dell'enciclica Rerum Novarum da parte di Leone XIII, che diede inizio alla dottrina sociale della Chiesa, mons. Guttadauro diede un nuovo taglio, adeguato al nuovo contesto sociale, alla sua lungimirante azione pastorale.
Egli indirizzò i giovani preti a esercitare il proprio ministero addentrandosi nelle questioni sociali, facendosi portavoce dei più deboli e degli indifesi. Per formare il clero a questa nuova pastorale istituì la scuola di studi sociali. Siamo agli inizi del movimento cattolico.