
Nel 1907 giunse inaspettata la nomina a Vescovo di Caltanissetta, che l’Intreccialagli accettò solo in virtù dell'obbedienza al Papa, Pio X. Nella sede nissena, dove fu accolto calorosamente dal popolo, si adoperò per il completamento del Seminario Vescovile, che fu inaugurato nel 1912, si dedicò alla direzione spirituale di tanti laici e di figure di alta levatura spirituale come Antonietta Mazzone e Marianna Amico Roxas. La sua santità veniva percepita a pelle dal popolo che lo nominava già in vita “il vescovo santo”. Il 19 marzo 1919 con grande sofferenza dovette lasciare la diocesi nissena, per trasferirsi a Monreale dove già da alcuni anni svolgeva il ruolo di Amministratore Apostolico facendo la spola tra Caltanissetta e la sede monrealese. Qui visse gli ultimi anni della sua vita e del suo infaticabile ministero episcopale segnato da grandi sofferenze fisiche e spirituali. Morì in Monreale il 19 settembre 1924.
La sua salma, dapprima sepolta presso il cimitero di Monreale, fu dopo alcuni anni traslata nel Duomo e collocata nella cappella del Santissimo Sacramento. La fama di santità del vescovo carmelitano, indusse all'apertura di un processo diocesano: nel 1992 Giovanni Paolo II, riconoscendo le virtù eroiche del vescovo carmelitano, lo ha dichiarato Venerabile.