Festa di S. Antonio Abate a San Cataldo

La festa di Sant’Antonio Abate è una delle più sentite dal popolo dei fedeli e anche quest’anno la solennità sarà celebrata a San Cataldo nella chiesa del quartiere Sant’Antonio (al Carmelo): dal 18 al 20 gennaio un triduo di preghiere, con coroncina di lode a S. Antonio alle 16,15 con S. Messa alle 17.

Sabato 20 gennaio, dopo la Messa, un concerto del Coro Gospel “Angel Voice” e domenica 21, alle 17 S. Messa solenne, celebrata dal don Giovanni Galante arciprete di Serradifalco, seguita dalla benedizione degli animali e dei mezzi agricoli in piazza S. Antonio. Il Santo infatti è il protettore degli animali.
In occasione della festa in onore di Sant'Antonio Abate, da Roma è stata donata alla chiesetta a lui dedicata in S. Cataldo, una reliquia "ex-ossibus" del Santo, il più illustre eremita della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell'Egitto, intorno al 250, a vent'anni abbandonò ogni cosa per vivere in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più di 80 anni: morì, infatti, ultracentenario nel 356. Già in vita accorrevano da lui, attratti dalla fama di santità, pellegrini e bisognosi di tutto l'Oriente. Anche Costantino e i suoi figli ne cercarono il consiglio. La sua vicenda è raccontata da un discepolo, sant'Atanasio, che contribuì a farne conoscere l'esempio in tutta la Chiesa. Per due volte lasciò il suo eremitaggio: la prima per confortare i cristiani di Alessandria perseguitati da Massimino Daia e la seconda, su invito di Atanasio, per esortarli alla fedeltà verso il Concilio di Nicea.
Di recente è stata affissa nella facciata della chiesetta di S. Antonio Abate una vetrata istoriata raffigurante la Madonna del Carmelo, benedetta il 1° ottobre 2017 dal nostro Vescovo Mario. È un'opera importante donata a tutta la città e si inserisce nella sequenza di tante opere che si stanno compiendo in questo piccolo tempio mariano tanto caro al popolo sancataldese, sotto la guida dell'Arciprete don Biagio Biancheri.