Mons. Ignazio Zuccaro fu il terzo vescovo di Caltanissetta dal 1896 fino al 1905. La sua azione pastorale si svolse in continuità con quella del vescovo Guttadauro suo predecessore.

Egli infatti, incrementò e sostenne il movimento cattolico, che in quegli anni ebbe un notevole sviluppo. Sorsero infatti in questo periodo diverse casse rurali, cooperative di lavoro, società di mutuo soccorso, etc...

Sotto il suo episcopato venne fondato il periodico “L’Aurora”, che fu diretto da don Angelo Gurrera, segretario vescovile ma soprattutto sacerdote noto per la sua azione all'interno del movimento cattolico.


L’appoggio del vescovo alle iniziative sociali, manifestata in una fitta e proficua collaborazione con il Gurrera, crearono con il tempo un atteggiamento di ostilità ed opposizione da parte delle autorità locali e delle classi nobiliari, che inviarono esposti contro il vescovo alla Santa Sede. In seguito alla visita apostolica tenuta dal padre Ernesto Bresciani, che risultò fatale per mons. Zuccaro, la Santa Sede decise di sospenderlo dall’incarico invitandolo a lasciare la diocesi. In punta di piedi e in assoluto silenzio, mons. Ignazio Zuccaro se ne andò dalla diocesi portando con sé tante sofferenze.


A dimostrare la falsità delle accuse sollevate contro il vescovo Zuccaro, fu il suo successore, il Venerabile Mons. Antonio Augusto Intreccialagli, il quale in una dettagliata relazione inviata alla Santa Sede dimostrò le illazioni scagliate ingiustamente contro il suo predecessore e la superficialità di giudizio del padre Ernesto Bresciani, che per tal motivo venne sollevato dall'incarico di visitatore apostolico.

 

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