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News 85

"Noi siamo la cattedrale di Dio!"

14 Novembre 2019
di Redazione
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"Noi siamo la cattedrale di Dio!"

Il Vescovo ai Ministri Straordinari della Comunione

Più di settecento laici, uomini e donne, “carovana d’amore e di consolazione” come li ha definiti il Vescovo, Ministri Straordinari della Comunione, affollavano la Cattedrale insieme a tanto popolo di Dio in una giornata di solennità nell’anniversario della Dedicazione della Cattedrale, convenuti da tutta la Diocesi per la consegna del nuovo mandato.Appassionata l’omelia del Vescovo Mons. Mario Russotto durante la celebrazione, che si è conclusa con la tumulazione del corpo del Venerabile Mons. Giovanni Jacono in un sarcofago marmoreo nella cappella del Redentore, tornato per sempre nella sua cattedrale, in cui aveva celebrato da Vescovo per 35 anni, dal 1921 al 1956.
Noi siamo la cattedrale di Dio! noi Vescovi, presbiteri, diaconi, religiosi, religiose, uomini, donne, poveri e ricchi, grandi e piccoli, perché ogni qual volta abbiamo il coraggio di aprire la porta a Lui che, mendicante d’amore, bussa, noi diventiamo casa di Dio. Diventiamo sua cattedrale ogni qual volta riceviamo l’Eucarestia, noi diventiamo cristici. E quindi, in quanto ministri straordinari della Comunione, diventate cristofori, portatori di Cristo. E se oggi il Vescovo vi conferisce questo mandato, è perché Cristo Gesù si fida di voi affidando se stesso a voi, perché attraverso di voi possa giungere, quale balsamo di consolazione e pane di nutriente amore, nelle case degli ammalati. Perché loro sono quell’altare sul quale Cristo si immola nella liturgia della sofferenza, trasfigurando i corpi mortali in tempio della sua grazia.
Non a caso ho voluto che si compisse l’opera della traslazione dei resti mortali del Venerabile Mons. Giovanni Jacono in questa sua cattedrale proprio oggi – ha continuato il Vescovo Mario - Perché Mons. Jacono ha educato il presbiterio e il popolo di questa Chiesa all’importanza della preghiera di adorazione davanti a Gesù Eucaristia, perché ha voluto un Congresso Eucaristico straordinario; perché voleva che questa Chiesa fosse frumento di Cristo, che questo popolo divenisse pane d’amore, per gli ultimi, i poveri, gli emarginati, gli ammalati."
"Tutti insieme, come cattedrale di Dio disseminata nelle strade e nei vicoli, nei quartieri e nei condomini dei nostri paesi, quale frumento di Cristo noi lievitiamo la storia, noi diveniamo balsamo di consolazione, noi siamo carezza di cielo per chi vive nel dolore, per chi lotta per un giorno di vita in più.
E allora la Dedicazione di questa nostra cattedrale, oggi vuole ricordarci che noi, il nostro corpo è casa di preghiera. E dovete dirlo agli ammalati: “Il Vescovo ci ha ricordato che il nostro corpo, il tuo, sofferente, il tuo corpo, invecchiato, il tuo corpo ormai avvinto dalle grinfie della morte, il tuo corpo non è sconfitto: è casa di preghiera”.
"Ognuno di voi è periferia della Chiesa, ognuno di voi è frontiera di Vangelo. Possiate essere i mediatori fra il tempio e le case: fatevi strada fra il tempio e le case degli ammalati; fatevi punto di congiunzione per dire agli ammalati, consumati nel corpo “Sii candela, candela di preghiera! Gesù si affida a te, il Vescovo, la Chiesa, la Diocesi si affida alla tua preghiera, perché il padrone della messe mandi ancora operai nella sua messe”.
Forte il legame tra la preghiera di tutto il popolo di Dio e la grazia di tante nuove vocazioni al sacerdozio che è stata il filo conduttore di una giornata importante nella vita della Diocesi nissena.
In un sarcofago di pregiato marmo verde riposeranno per sempre i resti mortali del quinto Vescovo nisseno, il Venerabile Mons. Jacono, ai piedi del monumento di bronzo che lo ritrae in una delle sue appassionate omelie, ricomponendo finalmente nella nostra cattedrale la memoria dei presuli che hanno guidato la Chiesa locale.
Gli artigiani della Real Maestranza hanno voluto offrire l'elegante sarcofago, realizzato dalla ditta Salerno, a suggellare un impegno di testimonianza che solennizza il legame spirituale tra il mondo del lavoro, vissuto anche come preghiera, e la Chiesa nissena che al lavoro ha sempre guardato con attenzione e responsabilità.
Foto di Michele Pecoraro
 

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