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"Possiamo passare dal buio alla luce!"

17 Dicembre 2019
di Redazione
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"Possiamo passare dal buio alla luce!"

Riaperta al culto la Madrice di Delia

Con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Mons. Mario Russotto, sabato 14 dicembre è stata riaperta al culto, dopo un anno di lavori di recupero architettonico e ristrutturazione, la chiesa madre di Delia, S. Maria di Loreto, retta dal parroco, don Carmelo Carvello."La casa di Dio è casa di preghiera - ha spiegato il Vescovo Mario nella sua omelia - e quindi chi entra qui deve sperimentare il passaggio dal buio alla luce e deve uscire con un rinnovato coraggio di essere testimone di luce, testimone di Vangelo.
Tre parole ha consegnato il Vescovo ai fedeli che gremivano la chiesa: coraggio, costanza, condivisione. "Coraggio vuol dire: metteteci cuore nel vostro agire, ri-prendete in mano il vostro cuore. Perché spesso siamo come divorziati dalla nostra anima, presi da tante cose, afferrati e tirati da una parte e dall’altra, abbiamo come smarrito il nostro cuore, la nostra interiorità. Possiamo ritrovare il coraggio di dare testimonianza del Vangelo: è possibile passare dalla luce al buio, è possibile vincere ogni tenebra, ogni oscurità, perché la luce di Dio e del suo amore fa irruzione in noi."
"La Costanza ci richiama alla perseveranza nel custodire, nel mantenere questa bellezza. Perché questa chiesa deve essere l’icona della nostra anima: come nella nostra anima, ogni dettaglio deve dire Dio, deve potere esprimere la bellezza che abita in noi. E c’è una bellezza, diceva Dostevskij, è la bellezza dell’umile amore, l’amore che ama e sempre si inchina come servizio."
"L’amore che ama e che dà il cuore - ha concluso il Vescovo -l’amore che qui sperimentiamo nell’inchino misericordioso di Dio, siamo chiamati a donarlo, a Condividerlo con i nostri fratelli: non solo i poveri materialmente ma i poveri di senso, i poveri che non riescono a trovare una direzione nella loro vita; a condividerlo con gli affamati e gli assetati di affetto, di ascolto; a condividerlo con gli storpi, quelli che faticano a camminare con la schiena dritta in questa storia; a condividerlo con i ciechi, quelli che non riescono a vedere la luce di Dio nella loro esistenza.
E' molto facile condividere il pane o condividere il denaro, ma è molto difficile condividere il senso della vita: la gioia di vivere non c’è pane e non c’è denaro che la può dare. Solo chi ha trovato veramente Dio può riflettere la luce e illuminare come sentinella di prossimità il cammino degli altri. Senza pane si può anche tirare avanti, ma senza la gioia di vivere ci si toglie la vita."
Le origini della chiesa madre di Delia risalgono al 1300. Inizialmente dedicata a San Nicola, nel 1608 venne dedicata a Santa Maria di Loreto. Ricostruita nel 1712 e poi ampliata con il transetto e la cupola nel 1795, la chiesa presenta oggi, dopo i lavori del secondo dopoguerra, tre navate a croce latina, con sei pregevoli altari di legno scolpito e dorato, l'urna del Cristo della "Scinnenza", la statua del Crocifisso e quella settecentesca  della Madonna delle Grazie del Bagnasco ritoccata dal Biangardi nel 1900.  Particolarmente pregiata è la tela di Santa Rosalia dipinta da Pietro d’Asaro di Racalmuto detto il Monocolo, oltre al prezioso reliquario di maestri argentieri siciliani con un resto sacro di Santa Rosalia.  
 
 
 

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