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La Creatura Madre del Creatore

07-12-2009 23:00

Diocesi di Caltanissetta

omelie,

La Creatura Madre del Creatore

LA CREATURA MADRE DEL CREATORESolennità dell’Immacolata Concezione,Caltanissetta – Cattedrale, 8 dicembre 2009 1. Il sogno di Dio sull’umanitàPossiamo

LA CREATURA MADRE DEL CREATORE

Solennità dell’Immacolata Concezione,

Caltanissetta – Cattedrale, 8 dicembre 2009

 

1. Il sogno di Dio sull’umanità

Possiamo definire Maria l’estasi di Dio nella storia della salvezza, l’uscire di Dio da sé per rispecchiarsi nell’altra da sé, che è la sua stessa creatura elevata da Lui a madre del Creatore. Maria, in quanto Immacolata Concezione e, dunque, preservata dal peccato, è lo specchio di Dio, quel lago di purezza nel quale Dio ama rispecchiare se stesso, Maria riproduce interamente Dio nella storia. Noi siamo stati creati a immagine di Dio, nel pensiero di Dio, come leggiamo in Genesi 1, 26, c’era proprio l’intento di creare l’essere umano “a sua immagine e secondo la sua somiglianza”. Ma quando Dio crea l’essere umano, lo crea solo a sua immagine, non si parla più di somiglianza. Perché l’essere immagine di Dio è un dono che viene dall’alto, l’essere somigliante a Dio è una risposta che deve venire dal basso, cioè dalle creature umane.

Dio però vede che l’uomo e la donna non sono capaci di mantenersi a livello del loro essere immagine di Dio e, dunque, non sono capaci di elevarsi alla sua somiglianza, riproducendolo nella storia. Il peccato originale ha segnato drammaticamente l’incapacità o la non volontà dell’uomo e della donna di essere come Dio li aveva sognati, pensati, creati. Ma Dio non ha voluto abbandonare il suo sogno di vedere nelle creature la sua somiglianza ed ecco che, fra le creature, ne sceglie una che ancora nella carne non è stata generata e la preserva dal peccato e dalla possibilità di peccare, perché ella possa essere in pieno lo specchio di Dio nella storia. Maria è allora, il progetto di Dio sull’umanità, attraverso Maria e guardando a Maria, noi possiamo davvero, grazie all’opera redentrice di Cristo Gesù, essere santi e immacolati nell’amore, immacolati nell’Immacolata che ci fa vedere come possibile il sogno di Dio, per cui Maria non è l’inavvicinabile, ma l’imitabile. Lei che è stata la culla di Dio, lei che è stata la creatura che ha potuto tenere Dio fra le braccia e fissare i suoi occhi negli occhi di Dio, lei che ha permesso al cuore umano di Dio di battere, lei è stata la prima creatura che Dio ha visto con occhi d’uomo, riflettendo se stesso in quegli occhi. Anche perché tutto Dio è in Maria, in quanto, incarnandosi, il Figlio di Dio generato per opera dello Spirito Santo in Maria, assomigliava solo ed esclusivamente a Maria. Per questo, davvero, Maria è la somiglianza con Dio, è lei il nostro itinerario.

 

2. “Non temere!”

Quando l’angelo annuncia a Maria questo strepitoso progetto, questo misterioso sogno di Dio, le dice: “Non temere, Maria”. Per 365 volte nella Bibbia torna questo imperativo “non temere”, quasi un invito per ogni giorno dell’anno, quotidiano pane per il cammino dell’uomo chiamato ad elevarsi dall’immagine alla somiglianza con Dio. In questo incedere ascensionale, l’uomo non deve farsi prendere dalla paura, anche se il diavolo, spesso con il volto d’uomo o donna, tenta di impedirci di scalare la vetta della somiglianza con Dio.

La chiesa, chiamata ad essere senza macchia né ruga ad immagine di Maria, eppur prostituta nella sua  dimensione umana, non può e non deve lasciarsi incatenare dai lacci di Satana, non può e non deve rimanere cittadina di questa patria terrena, perché in essa è già il germe del regno di Dio. La chiesa, fatta da tutti noi, è chiamata ad essere specchio e icona della Trinità Santissima nella storia, proprio a immagine di Maria.

“Non temere”, dunque, chiesa nissena, non temere fratello e sorella, non temete piccoli, grandi eroi, scout che oggi gremite la nostra Cattedrale, non temete voi, uomini e donne dell’Azione cattolica, che ancora una volta volete riproporvi aderenti a Dio nella chiesa per riproporre Dio nella storia. “Non temere - è stato detto a Giuseppe, figlio di Davide - di prendere con te Maria, tua sposa”. Giuseppe è invitato a non temere e, dunque, ad affidarsi a Dio in questo misterioso progetto di sponsalità; “Non temere - è stato detto a Zaccaria - la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie ti darà un figlio”. “Non temere” allora, papà e mamma, sposo e sposa, di mettere al mondo i tuoi figli, Dio ti ricompenserà; “Non temere”, dice Gesù a Giairo, il capo della sinagoga quando gli dicono che la sua bimba di dodici anni è morta, non temere, continua solo ad aver fede, anche dinanzi all’assurdo della morte, non temere, non avere paura! “Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?”. “Non temere”, dice Gesù a Simone al termine della pesca miracolosa, quando egli si prostra ai suoi piedi e dice: “Allontanati da me perché sono peccatore”. “Non temere”, proprio perché hai riconosciuto di essere peccatore, d’ora in poi sarai pescatore di uomini. Non temere, tu che sei fragile e debole, io ti lancio nella missione apostolica, sarai pescatore di uomini. “Non temere, piccolo gregge – dice Gesù ai suoi discepoli - perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno”. E Gesù pronuncia queste parole dopo aver  spiegato in che cosa consiste il regno di Dio: consiste nel cercare l’essenziale, nel coraggio del nascondimento, nel vivere la logica del chicco di grano e del lievito che, perdendosi, genera la vita, la logica di coloro che cercano innanzitutto il regno di Dio e che non amano né clamori, né onori o riconoscimenti. “Non temere, Paolo”, così viene detto al grande Apostolo delle genti, quando gli viene presentato l’itinerario di imitazione di Cristo Gesù che passa attraverso la passione, tu devi comparire dinanzi a Cesare ed ecco: Dio ti ha fatto grazia. Dunque, “non perdetevi di coraggio uomini - dice Paolo - ho fiducia in Dio che avverrà come mi è stato annunziato”.

 

3. “Eccomi!”

“Non temere, Maria”, è davvero una parola di speranza, questa, che oggi, attraverso Maria, viene rivolta a ciascuno di noi, ai laici, uomini e donne dell’Azione Cattolica, ai sacerdoti, a questa piccola, grande chiesa nissena. “Non temere, Maria”, se Dio non prende la strada dell’evidenza, dell’efficienza, della grandezza; non temere se Dio, l’Altissimo, si nasconde in un piccolo embrione umano; non temere, Maria, le nuove vie di Dio, così lontane dalla scena, dalle luci, dai palazzi della città, dalle emozioni solenni del Tempio; non temere, Maria, di accogliere Dio in questo bambino, che vivrà solo se tu lo amerai.

Si, miei cari figlioli, Dio vivrà per il nostro amore, Dio sarà felice se noi lo renderemo felice. E allora, dinanzi a questo Dio che anela ad essere felice della nostra felicità, che ha sete della nostra fede di lui, non ci resta che pronunciare con Maria, un’ultima parola, il nostro vero nome: “Eccomi, sono la schiava del Signore, si compia in me secondo la parola che hai pronunciato”. “Eccomi”, guarda Signore, sono qui, sono come sono, ma per tua grazia sarò quel che tu vorrai. “Eccomi”, diranno i nostri fratelli e sorelle dell’Azione Cattolica, in questa solennità dell’Immacolata Concezione, in tutte le parrocchie della nostra diocesi in cui c’è questa grande Associazione. “Eccomi”, dice l’uomo di Dio il giorno in cui viene consacrato sacerdote, come “eccomi” dice il Vescovo e dice la religiosa quando si presenta a pronunciare i suoi voti davanti a Dio. “Eccomi”, questo è il nostro nome e in questo “eccomi” noi ci presentiamo a Dio attraverso  Maria, ci rifugiamo sotto il suo manto di grazia, ci presentiamo a lui attraverso la Madre. Diceva Teresa di Gesù Bambino: Maria ha una cosa più di me: può amare Dio senza mai commettere peccato, ma io ho una cosa più di Maria, sono amata da Dio Padre e sono amata da Maria, mia Madre. Allora, con questa forza e con questo coraggio, anche noi diciamo “Eccomi”.

E concludo, dandovi due notizie belle. La prima è che ogni anno l’Azione Cattolica, a livello nazionale, sceglie delle diocesi per porgere gli auguri di Natale al Santo Padre e per questo Natale ha scelto la diocesi di Caltanissetta, è dunque una gioia per noi avere il privilegio di essere stati scelti, per cui due dei nostri ragazzi dell’ACR, qui presenti, porgeranno gli auguri di Natale al Papa, a nome di tutta la nostra diocesi. E l’altra bella notizia è che il Papa ha accettato la richiesta dei Vescovi della Sicilia di venire a incontrare i giovani e le famiglie di Sicilia, di cui indegnamente io sono il delegato e verrà il 3 ottobre a Palermo. Allora, grati di questi doni che la Madonna Santissima ci ha fatto, vogliamo oggi promettere di pulire la nostra anima, per essere sempre più come Maria specchio di Dio nella storia. E così sia!

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