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Alla scuola di Maria di Magdala

01-04-2018 01:00

Diocesi di Caltanissetta

omelie,

Alla scuola di Maria di Magdala

CERCARE DIO PER LE VIE DEGLI UOMINI Professione perpetua Suore Francescane Francescane del SignoreCaltanissetta – Cattedrale, 6 gennaio 2009 1. Sulle

Alla scuola di Maria di Magdala

 

Pasqua di Resurrezione

Caltanissetta, Cattedrale, 1 aprile 2018

 

1.      Alla ricerca del senso dell’amore più grande

 

«Raccontaci, Maria, che hai visto per la via?». Abbiamo ascoltato dalla sequenza pasquale questo invito rivolto a Maria di Magdala a farsi racconto del mistero della Risurrezione, della vita che vince la morte perché è la verità che trionfa sulla menzogna, è l’amore che sconfigge l’odio. E Maria si fa protagonista di questo racconto. In tutti e quattro i Vangeli sono le donne, con Maria di Magdala come protagonista principale, a incontrare per prime Gesù risorto e a farsi portatrici del Vangelo della Resurrezione.

 

Fra queste donne, in modo tutto speciale, c’è proprio Maria di Magdala, colei dalla quale Gesù aveva scacciato sette demoni, colei che insieme alla Madre di Gesù e all’altra Maria ha il coraggio di seguire il Signore fino in fondo, fino al dramma del Calvario; colei che ha sempre offerto a Gesù e alla Chiesa nascente l’omaggio di un amore che si fa tenerezza nella fermezza e nel coraggio di una fede che non indietreggia dinanzi a insulti, sputi, ironie e vigliaccherie.

 

Oggi il vangelo, come la sequenza pasquale, ci mette alla scuola di Maria di Magdala, ci fa discepoli di Maria, attenti ascoltatori della narrazione di ciò di cui lei è protagonista e destinataria; e non a caso, nel quarto Vangelo, l’unica persona che abbraccia il Cristo risorto è proprio Maria di Magdala. Maria ha cercato nelle tenebre di quella croce, nell’assurdo di quell’abbandono, il senso dell’amore più grande, quello che dà la vita, quello che costruisce la pace e che genera non civiltà di odio, ma la vera civiltà, quella della solidarietà. Maria ha cercato il suo Gesù recandosi al sepolcro per ben due volte: la prima volta vede la pietra ribaltata, la seconda volta, in lacrime, incontra Gesù risorto. E di tutte e due le esperienze lei si fa racconto presso la comunità dei discepoli, quella Chiesa timida, chiusa nel cenacolo per paura dei Giudei. È Maria che scardina le chiusure della Chiesa e spalanca a nuova speranza il cuore dei discepoli.

 

2.      Una città madre

 

San Giovanni Paolo II, visitando, 25 anni or sono, questa nostra amata città di Caltanissetta, si augurava proprio che la città potesse diventare espressione della tenerezza dell’amore di Dio; una città donna, dunque, una città madre, oserei dire una città come Maria di Magdala che, pur con tutte le sue oscurità e asperità, con tutte le sue lentezze e ritardi, ha il coraggio di visitare, abitare e guardare in faccia le tenebre, di guardare in faccia anche le sepolture, per farsi davvero narrazione vitale di primavera nuova.

 

E dunque, mentre mi congratulo con tutti gli organizzatori, gli operatori e i protagonisti di questa Settimana Santa, desidero rivolgere un plauso assai speciale al Capitano e alla Real Maestranza, che danno lustro ed esempio di fede, di serietà, di responsabilità e di attaccamento al lavoro, alla famiglia, alla città. Possano questi uomini restituire la nostra città alla sua maternità, alla sua vocazione di donna accogliente e ospitale, come diceva San Giovanni Paolo II, crocevia di sentieri che portino a verso la costruzione di una nuova civiltà dell’amore. Buona Pasqua a tutti!

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