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Un viaggio nel cuore

27-03-2010 23:00

Diocesi di Caltanissetta

omelie,

Un viaggio nel cuore

Un viaggio nel cuore Domenica delle PalmeCaltanissetta – Cattedrale, 28 marzo 2010 1.  Noi tra la folla? Abbiamo iniziato il nostro cammino nella sett

Un viaggio nel cuore

 

Domenica delle Palme

Caltanissetta – Cattedrale, 28 marzo 2010

 

1.  Noi tra la folla?

 

Abbiamo iniziato il nostro cammino nella settimana più santa dell'anno, siamo entrati anche noi con Gesù a Gerusalemme e mi chiedo se anche noi ci comportiamo come la folla di Gerusalemme che prima acclama Gesù come il Messia promesso, il discendente di Davide e poi grida: “Crocifiggilo!”, la mutevole folle che segue la corrente, succube della paura, senza coraggio, una folla che non sa esporsi per difendere l'innocente, anzi chiede la liberazione di un assassino, un brigante come Barabba.

 

Iniziamo, dunque, questa settimana, entrando nel nostro cuore, facendo un pellegrinaggio dentro la nostra coscienza, perché forse tante volte abbiamo scelto la disonestà invece che l'onestà, abbiamo preferito colpire l'innocente piuttosto che il colpevole.

 

In tutto il viaggio di Gesù fino al Calvario e alla crocifissione, dov'è la folla? Dove sono quelli che hanno ricevuto da lui miracoli, dove sono i lebbrosi, i risuscitati dai morti, gli storpi guariti, i ciechi che hanno rivisto la luce? Sono scomparsi tutti e sono scomparsi anche i suoi apostoli.

 

2.  Il coraggio della conversione

 

In tutto il viaggio fino alla crocifissione, Luca ci fa incontrare tre tipi di personaggi, che si distinguono da tutti gli altri: il Cireneo è un uomo di campagna, costretto a portare la croce, di lui non ci viene riferita alcuna parola, ma è l'uomo che si fa compagno di viaggio di Gesù nel portare fino al luogo del cranio quella croce; poi abbiamo gli uomini di città i quali, invece, vogliono solo assistere allo spettacolo e si limitano, insieme ai Sommi Sacerdoti, ai capi, ai soldati, a prendere in giro Gesù e a schernirlo e poi c’è un gruppo di donne che esprimono la loro vicinanza a Gesù con il pianto. Le uniche parole che Gesù pronuncia in tutto il suo viaggio al calvario, sono rivolte proprio a queste donne. Esse dunque escono dall'anonimato, anche se i loro nomi non ci vengono riferiti,  sono le uniche persone coraggiose in una folla di vigliacchi, le uniche che, contravvenendo alla legge romana, che proibiva alla gente di avvicinarsi ad un condannato a morte, si fanno prossime a Gesù, e Gesù si ferma e per loro ha parole di consolazione, ma anche di ammonizione.

 

Gesù non chiede compassione per sé, chiede la conversione del cuore, perché una città che prima osanna e poi crocifigge, una città che ha smarrito il senso della giustizia, preferendo un assassino ad un innocente, è una città che crolla su se stessa e Gesù dice alle donne: “Piangete su voi stesse e sui vostri figli” (Lc 23, 28). Gesù ha ancora il coraggio di ammonire, non per giudicare, ma per dare la possibilità di un'ulteriore revisione del proprio comportamento, per lasciare ancora spazio alla conversione.

 

E poi c’è un ultimo personaggio che si distingue da tutti gli altri, è quel brigante, quel ladro, crocifisso accanto a Gesù. Anche lui sta vivendo il dramma della croce, anche lui va morendo dissanguato, anche lui vive quegli spasmi atroci della morte. Eppure lì, inchiodato al legno, facendo quel viaggio dentro il suo cuore, dice all'altro ladro: noi veniamo condannati giustamente, ma lui è senza colpa. Un ladro riconosce l'innocenza del giusto e questo ladro trasforma la sua consapevolezza in preghiera: “Gesù, ricordati di me quando sarai nel tuo regno”. Non Pietro, non gli apostoli, nessuno è stato direttamente garantito circa il paradiso da parte di Gesù, se non questo ladro: “Oggi sarai con me in paradiso” (Lc 23, 43).

 

Allora, carissimi figlioli, iniziando il viaggio di questa Settimana Santa, chiediamoci: noi da che parte stiamo, che tipo di folla siamo? Riusciamo a trovare il coraggio delle donne? Riusciamo a farci prossimi a Gesù e a chiunque soffre? Riusciamo ad essere voce di chi non ha voce? Riusciamo a fare, come il ladrone, un viaggio nel nostro cuore, a  riconoscerci peccatori, a trasformare questa nostra presa di coscienza in itinerario di conversione e a vivere la conversione come un'offerta di preghiera? Invochiamo anche noi, in questa settimana, il Signore Gesù, il crocifisso per amore, e diciamogli: “Ricordati di me, Signore”. Felici noi se possiamo toccare il cuore di Dio, lasciandoci raggiungere dalle sue parole d'amore, felici noi se possiamo ascoltare nella nostra anima le parole di Gesù: “Oggi sarai con me in paradiso”!

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